MUNICIPIO

Codice istat 071062

Pro Loco Volturino

         
Menu

Elezioni

Pro Loco
Chiese
Scuole
Links
       
 

NOTIZIE STORICHE SULL’ UNIVERSITA’ DI VOLTURINO
(Origini, Vicende Storiche, Decurionato, Sindaci, Podestà e Commissari Prefettizi)

   
       

Origini di Volturino

 

L’esistenza di Volturino è storicamente accertata nel primo quarto del secolo XIII, al tempo dell’Imperatore Federico II. Faceva parte del territorio della Città di Montecorvino ed era uno dei cinque Casali creati sullo schienale dei Monti del Sub-Appennino Pugliese a protezione della stessa Città. Dei cinque Casali semplicemente Volturino esiste, trasformatosi poi in Comune autonomo. Gli altri quattro furono distrutti , se ne conserva la memoria nel nome ad altrettante contrade: Monte Sambuco, La Umara, Santa Lucia, Tortorano (a sud di Motta Montecorvino).I cinque Casali costituivano un vero sistema di fortezza per la sicurezza della Madre Patria Montecorvino contro le invasioni provenienti dal Sannio e dagli Abruzzi, per la preistorica “Strada Tractoria”, cioè il Tratturo. L’Imperatore Federico II poi pensò a trasformarli in poderose fortezze.
Con la disfatta di Manfredi nel 1266, la Città di Montecorvino insieme ai suoi Casali, fu attribuita nel 1271 al milite Pietro De Marmurant. Alla morte di costui senza eredi, ne fu designato feudatario il milite Pietro D’Angincourt. E’ precisamente un documento di questo tempo che ci fa conoscere l’esistenza storica di Volturino.
Dall’esame di questo documento risulta chiaramente che:
- Volturino era un Casale e formava parte integrante del territorio di Montecorvino;
- Era “pleno jure” di spettanza della Chiesa Cattedrale della Città;
- Aveva un nucleo di abitanti residenti, poichè si parla “di vassalli dipendenti;
- L Chiesa Cattedrale lo aveva posseduto legittimamente e pacificamente ab antico;
- La Chiesa ne era stata “injust et indebite” spogliata sin dal tempo di Federico II.
Poichè il regno di Federico II va dall’anno 1196 al 1250, registriamo l’esistenza di Volturino in questo periodo se non agli anni immediatamente anteriori.

Vicende Storiche

SECOLO XIV
(Accomunata alla Madre Patria di Montecorvino)
Agli inizi del secolo troviamo Volturino sganciato dagli altri Casali e dalla stessa Città di Montecorvino e occupato con Serritella dai Cavalieri Templari. Nel 1307 i Cavalieri vennero denunziati al Papa Clemente V e per ordine di Filippo il Bello Re di Francia furono tutti arrestati, carcerati e condannati a morte.
Volturino e Serritella divennero preda del celebre Bartolomeo Siginulfo. Siginulfo fu accusato di adulterio e la condanna comportò la confisca di tutti i suoi beni a favore della Corona del Regno.
ANNO 1311: Assegnato in Fondo assieme con Serritella dalla Regina Sancia al milite familiare Involo.
ANNO 1332: Venduto in favore del vice-Saniscalco del Regno Carlo Decabannis a sua moglie Margherita De Ceccano
ANNO 1345: La Baronia di Montecorvino passa sotto il dominio della Regia Corte.
ANNO 1392 : Montecorvino fu smantellata e rovinata dalle truppe di Ladislao.
SECOLO XV
(Si costituì in Università Indipendente)
ANNO 1401: Investitura del milite Ettore De Andreis della Baronia di Montecorvino “consistente nelle terre di Montecorvino, Volturino e Motta nella provincia di Capitanata”.
ANNO 1415: La Baronia di Volturino, tolta al ribelle Ettore De Andreis, venne concessa al Gran Contestabile – Muzio Attendolo Sforza di Codignola.
ANNO 1441: Nella lotta fra Renato D’Angiò e Alfonso I D’Aragona (vinse quest’ultimo) Volturino venne raso al suolo.
ANNO 1444: Troviamo Volturino nella contea di Troia, in feudo al capitano Don Garzia Cavaniglia.
ANNO 1459: Ferdinando I successe al padre Alfonso I d’Aragona (ambizioso e despota).
ANNO1460: Troia e i paesi del Sub-Appennino innalzarono la bandiera gigliata.
ANNO 1461:Ferdinando pose l’assedio a Troia(primavera) e volse le armi contro Volturino(8 luglio) che non riuscì a costringerla alla resa.L’11 luglio toglieva il campo da Volturino. Il 19 agosto Troia si arrese e aprì le porte all’Aragonese; i paesi del Contado e l’intera Capitanata capitolarono.
ANNO 1462 (dicembre): Re Ferdinando rientrava con gli onori del trionfo a Napoli.

VOLTURINO SOTTO IL GIOGO FEUDALE


ANNO 1463: Ferdinando concesse la città di Troia ad Ippolita figlia del duca di Milano, promessa sposa di suo figlio Alfonso II. Volturino venne infeudato al Gran Siniscalco del Regno Orsino con Panni, Serracapriola, San Martino in Pensilis, Motta Montecorvino e Pietra Montecorvino.
ANNO 1478: Ferdinando ne spogliò l’Orsino, e con pubblico istrumento veniva venduto al Milite Boardo Carafa preside della Capitanata con Motta e Civitate (comincia un periodo di oppressione fino al 1581).
ANNO 1479: Boardo Carafa vendette la terra di Volturino e Motta a suo Fratello Alberico.
ANNO 1498: Alberico Carafa possedeva Arigliano, Marigliano, Motta, Baselice, Ginestra, Monteleone, Castello Vetere, Sant’Angelo del Limosano, Molise, Ferrazzano, Gildone, Gelsi e Santo Biase.
ANNO 1501: Alberico Carafa divise i beni ai figli. Volturino con Motta, Motecalvo, Ginestra e Corsano fu assegnato a Sigismondo Carafa.
ANNO 1527: Sigismondo Carafa ereditò tutti i fondi e tenne il dominio sino al 1553.
ANNO 1555: A Sigismondo successe il figlio Giovanni Battista con i feudi di Corsano, Ginestra, Volturino, Motta e Pietra.
ANNO 1552: In occasione del matrimonio di Giovan Francesco, primogenito di Giovan Battista Carafa, questi diede a costui i feudi di Volturino, Corsano, Ginestra, Montecalvo, Motta e Pietra e ducati 10.000 in favore del figlio minore Geronimo.
ANNO 1581: Per la vita scioperata di questi ultimi i feudi vennero messi in vendita e nella subasta si presentò il nobile Francesco Ristaldo, il quale licitò in favore di Fabio Carafa, fratello del conte Giovan Battista.
Dopo un secolo di un “giogo di più tirannosa servitù esploderà il grido di libertà” nell’aperta ribellione fino alla proclamazione del demanio della terra.
27 MAGGIO 1585: Il Vicerè Don Pedro Giron duca di Ossuna concesse il Regio Demanio a condizioni che la Università di Volturino pagasse all’ex Feudatario Fabio Carafa ducati 26.200.Volturino ebbe un Governo Cittadino composto da: un Capogoverno, un Tesoriere, un Sindaco e cittadini scelti.
ANNO 1603: L’Università di Volturino non avendo a disposizione l’intera somma, i Governanti contrassero un mutuo al Marchese di Volturara, Bartolomeo Caracciolo, nella misura di 1/12 parte sui raccolti. Alla morte di Caracciolo i diritti passarono al figlio Giovan Battista.
ANNO 1617: I beni passarono a Francesco II, figlio di Giovan Battista Caracciolo.
ANNO 1621: Federico II Caracciolo, assillato vende a suo cognato Massimo Montalto, Barone di Motta e Pietra (28.319 ducati), di origine spagnola, che sposò Luisa Caracciolo dei Marchesi di Volturara ed ottenne il titolo di Duca di Fragneto.
29 AGOSTO 1640: Massimo Montalto muore (seppellito nella Chiesa Maggiore di Volturino) e gli successe il primogenito Fabrizio che sposò Ippolita di Somma dei Principi di Colle.
18 LUGLIO 1645: Muore Fabrizio Montalto e gli successe il figlio Nicola Maria che sposò Francesca de Mandora di Loffredo dei Principi di Credito. Morì a Pietra il 21 luglio 1681.
ANNO 1681: A Nicola Maria Montalto successe il primogenito Antonio, sposato a Caterina Pinto de Mandora dei Principi di Montaguto. Morì in Pietra il 29 agosto 1693.
ANNO 1736: Ereditò i beni l’unico figlio di Antonio Montalto, Nicola Maria. Sposò Maddalena Imperiale dei Marchesi di Latiano. Fu insignito da Carlo III del titolo di “Signore di Volturino” e accreditato presso la Regia Corte. I suoi titoli nobiliari erano: Duca di Fragneto, Signore delle terre di Volturino, Pietra, Motta, e dei Feudi di Monterone, Papinella e Cella, delle Difese del Casale di S.Paolo, Giuvara e inoltre, Consigliere del Re, Gentiluomo di Camera di Sua Maestà, Decano nel Supremo Magistrato del Commercio e Soprintendente Generale delle Regie Poste del Regno di Napoli. Morì il 4 luglio 1762.
24 AGOSTO 1764: Ad Antonio Montalto successe il figlio Gaetano che sposò Maria Luisa Saluzzo, Principessa di Lequille. Fu l’unico Montalto di indole mito ed è degno di ricordo perché si adoperò in favore dei cittadini. Morì il 29 marzo 1804.
ANNO 1805: A Gaetano Montalto successe il figlio Antonio e fu l’ultimo “Signore di Volturino”, perché, Giuseppe Bonaparte con la legge del 2 agosto 1806 aboliva la Feudalità e disponeva che tutte le città, terre e castelli, dovevano essere governati secondo le leggi comuni del Regno di Napoli.
Tale legge soppresse solamente quei “diritti esercitati sulle terre e sulle popolazioni” invece rimasero integri quei Feudi e quei diritti originati da proprietà Allodiali e Burgensatica (beni privati).
La legge dell’8 agosto 1806 aboliva i pubblici Parlamenti e istituiva il Decurionato con a capo un Sindaco.


DECURIONATO

Dal
Al
Sindaci
1807
1808
Francescantonio Bernardi
1808
11-6-1809
Antonio Andreani
11.06.1809
14.01.1810
Attanasio Lepore
14.01.1810
05.01.1812
Nicola Maria Pucci
05.01.1812
1813
Raffaele Gentile
1813
1814
Anton Maria Andreani
1815
1817
Annibale Dell'Aquila
1818
1821
Dr.Salvatore Di Pasqua
17.08.1821
07.01.1824
Annibale Dell'Aquila
19.01.1824
30.12.1828
Pietro Salvatore
01.01.1827
30.12.1829
Giuseppe Lepore
03.01.1830
02.02.1833
Simone Lepore
02.06.1833
31.12.1838
Dr. Nicola D'Andola
08.01.1839
31.12.1841
Stefano De Mutiis
03.01.1842
31.12.1845
Simone Lepore
12.10.1845
31.12.1847
Nicola De Ritis
06.01.1848
31.12.1853
Rocco Di Troia
08.01.1854
05.03.1860
Clemente Salvatore
15.03.1860
31.07.1860
Dr.Carmine Ramieri
08.08.1860
20.01.1861
Avv.Girolamo Caggianelli

I FATTI DEL 1860
In Volturino si delineò la corrente dei “patrioti” di cui fu capo autorevole l’Avv. Girolamo Caggianelli, e il 23 maggio del 1860, il Decurionato, aboliva la Guardia Urbana e istituiva la Guardia Nazionale. Il 21 ottobre dello stesso anno, Volturino accorreva alle urne, votando affermativamente le formula: “Il Popolo vuole l’Italia una e indivisibile sotto lo scettro del Re costituzionale Vittorio Emanuele e suoi legittimi discendenti”.
Con la Costituzione del Regno d’Italia, Volturino eleggeva il primo sindaco, l’avv. Girolamo Caggianelli (21gennaio 1861 – 8 luglio 1863).
Con la legge del 5 dicembre 1861 si ebbe l’estinzione di tutti quei diritti allodiali e burgensatico, lo svincolo di tutti i beni e la conseguente commutazione in piena proprietà dei cittadini, affrancato da ogni peso, che non sia quello feudario.


FENOMENO DEL BRIGANTAGGIO


Con l’annessione delle Province Meridionali al Regno d’Italia , sorse il Fenomeno del Brigantaggio, sovvenzionato dall’ex Re Franceschiello. Tre furono le bande. Per ben tre anni la banda Caruso si aggirò nel tenimento di Volturino dove trovava facile nascondiglio nei numerosi baschi. Molti cittadini subirono taglie, ricatti, sequestri, danneggiate o distrutte intere proprietà. Due volte Volturino fu assediato e invaso dai briganti (12 luglio 1861 e 20 agosto 1862). A proteggere il paese sempre minacciato dalle bande, il Prefetto dislocò in Volturino un contingente di soldati.
Il 14 aprile del 1863 vi istituì la Caserma dei Carabinieri, così Volturino non ebbe più a soffrire le molestie. La repressione del brigantaggio continua ferrea e verso la fine del 1865 poteva dirsi quasi completa.


I SINDACI FINO ALL’AVVENTO DEL FASCISMO


Il 2 gennaio 1961 venne estesa , con decreto del luogotenente del Re Farini, alle province napoletane la legge sarda del 23 ottobre 1859 sulla Amministrazione Comunale e Provinciale. Cosi anche nell’Italia Meridionale vennero introdotte le suddivisioni amministrativi esistenti nelle altre parti del Regno: Province, Circondari, Mandamenti e Comuni. La Provincia di Capitanata fu divisa in tre Cicondari: quello di Bovino con 11 Comuni, di san Severo con 26 e di Foggia con 17 tra cui Volturino.
La Provincia era divisa in Mandamenti, raggruppamenti di più Comuni nel cui ambito esercitava le sue attribuzioni un giudice, sostituito dal 1 gennaio 1866 dal Pretore.
Il sindaco, dal 1861 fino alla riforma della legge comunale e provinciale di Crispi (1887-1896) ere nominato dal Re attraverso il Ministro dell’Interno e durava in carica tre anni, salvo conferma; invece da Crispi fino alla dittatura fascista, sempre per una durata triennale, la sua carica divenne elettiva, sempre per una durata triennale.

Dal
Al
Sindaco
21.01.1861
08.07.1863
Avv. Girolamo Caggianelli
10.07.1863
12.08.1864
Michele Lepore
13.08.1864
21.11.1864
Ercole Raimondi Comm.Straord.
22.11.1864
09.02.1867
Avv.Girolamo Caggianelli
10.03.1867
06.10.1867
Clemente Salvatore
11.10.1867
14.11.1869
Carmine Ramieri
18.11.1869
31.12.1869
Avv.Giacomangelo De Ritis
01.01.1870
03.05.1877
Giovanni Antonio Goduti
20.05.1877
26.02.1882
Avv.Girolamo Caggianelli
06.03.1886
12.05.1889
Nicola Civetta
13.02.1890
20.07.1895
Pietro Salvatore
08.12.1895
05.04.1902
Avv.Giovanni Civetta
10.10.1902
27.06.1904
Avv.Giacomangelo De Ritis
01.01.1905
07.06.1906
Pasquale La Torretta
01.12.1906
14.11.1908
Tiberio Pucci
15.11.1908
29.09.1909
Avv.Celestino Nobili Comm. Straord.
30.09.1909
17.05.1911
Leonardo Campanelli
28.11.1911
30.10.1912
Geom. Michele D'Orsi
22.03.1913
15.09.1914
Antonio Pappalardo
21.09.1914
1915
Dr. Donato Civetta
1915
02.09.1916
Tiberio Pucci
03.09.1916
28.02.1918
Pasquale Goduti
01.03.1918
19.09.1919
Avv.Antonio Vaccarella Comm. Straord.
20.09.1919
30.12.1919
Prof.Domenico Moretti Comm.Straord.
01.01.1920
20.02.1922
Michele D'Antini
01.01.1922
18.04.1926
Antonio Graziano


SINO ALL’AVVENTO DEL FASCISMO


Con la fine del brigantaggio, Volturino riprendeva la sua vita pacifica e laboriosa. Intense opere di risanamento igienico e di viabilità vennero condotte a termine. Si raggiunse anche una notevole agiatezza economica con la quotizzazione del latifondo di Selvapiana.
Verso il 1890 si ebbe un movimento operaio con fini umanitari, che portò alla costituzione di una Società Operaia del Mutuo Soccorso. Ne fu presidente il Dr. Giacomo Pucci. Ben presto però la Società fu invasa da malcontenti. La lotta personale, la scalata al potere e qualche confusa idea socialista presero il posto del programma originario di mutua assistenza. Si ebbero le prime agitazioni, che culminarono in tafferugli, aperta ribellione.
La reazione fu immediata, fu operato un arresto di massa, ma solamente 14 vennero condannati a 14 mesi di carcere. Il movimento non si spense ma assunse una vera tinta socialista e guadagnò un gruppo non indifferenti di adepti. Il Dopoguerra col disfattismo favorì un vertiginoso ascendere del partito socialista (il partito si chiamò “Rosso”) e il canto di “Bandiera rossa “ echeggiava ovunque. Masse di scalmanati percorrevano le vie del paese insultando, provocando i benpensanti. L’incauta applicazione del focatico (imposta sul capofamiglia) da parte dell’Amministrazione aveva provocato un grave tumulto. Fu saccheggiato il Municipio, devastati archivio, biblioteca, anagrafe. Volumi documenti, carte avevano alimentato sulla pubblica piazza un immenso sinistro falò.
Il nucleo del Partito Popolare era appena nascente non poteva validamente arginare il movimento . I Rossi conquistarono l’Amministrazione Comunale il 24 ottobre 1920 e vi rimasero sino all’avvento del Fascismo. Ma al contatto delle responsabilità, i propositi bellicosi svanirono cedendo il posto ad opere di pubblica utilità, come l’attivazione di un regolare servizio automobilistico con lo scalo ferroviario di Lucera, l’illuminazione elettrica, il servizio veterinario e il tronco di strada rotabile dall’abitato a crocella di Motta. Volturino seguendo la scia dell’evento storico (La Marcia su Roma delle Camice Nere) fu uno dei comuni che fece atto di adesione al Partito Nazionale Fascista.
Il 6 agosto 1923, il Consiglio Comunale in seduta pubblica, votava all’unanimità l’o.d.g.: “Adesione e Collaborazione al Partito Nazionale Fascista; federazione del Comune e iscrizione dei Consiglieri al Partito Nazionale Fascista”.
Il 21 aprile 1926, risultava eletto Primo Podestà di Volturino l’Avv. Girolamo Caggianelli, nipote di colui che fu primo sindaco del paese con la proclamazione del Regno d’Italia.

I REGI PODESTA’


Con la dittatura fascista , la figura del sindaco, liberamente eletto dal Consiglio Comunale, venne sostituita da quella del Podestà, indiscusso capo del governo cittadino.

Dal
Al
Podestà
21.04.1926
19.07.1928
Avv.Girolamo Caggianelli
20.07.1928
12.03.1929
Francesco Russi Comm.straord.
13.03.1929
29.11.1930
Avv.Francesco Piccirilli
30.11.1930
27.05.1935
Tiberio Pucci
28.05.1935
14.06.1940
Ins.Andrea Santacroce fu Matteo


A cavallo tra maggio e giugno scomparve, e per sempre, la figura del Podestà a Volturino. Fino a settembre del 1945 si succedettero nella guida del paese solo Commissari Prefettizi che nell’ordine furono:

Dal
Al
Commissari Prefettizi
26.06.1940
22.08.1940
Giuseppe Menichelli
09.09.1940
26.10.1940
Giovanni D'Orsi
26.10.1940
22.08.1942
Pasquale Casiere
02.09.1942
24.10.1942
Andrea Santacroce
16.01.1943
31.12.1943
Pasquale Casiere
26.01.1944
20.09.1945
Dionisio Dell'Aquila

 

I SINDACI DEL DOPOGUERRA


Nella primavera del 1945 furono i Comitati ad assumere il potere nominando prefetti, questori e sindaci. Nell’ultima decade di settembre 1945, a norma del D.L.L. 4.4.1944, n.111, venne nominata a Volturino una Giunta Municipale Democratica della Liberazione che elesse (nella taverna di Graziano) Nicola Albano sindaco (socialista), Franciosa Giuseppe assessore anziano (comunista), Melillo Giovanni, Pietro D’Andola e Ruggiero Saverio assessori (democristiani).
In seguito i Consigli Comunali furono eletti democraticamente:

Dal
Al
Sindaco
24.03.1946
24.05.1952
Ing. Di Pasqua Donato
25.05.1952
26.05.1956
Graziano Antonio
27.05.1956
05.11.1960
Dr. D'Orsi Pasquale
06.11.1960
21.11.1964
Dr. Iorio Giovanni
21.11.1964
06.06.1970
Postiglione Michele
Santacroce Domenico Ass. Anziano
07.06.1970
16.06.1975
Ins. Circelli Pietro
17.06.1975
10.12.1979
Dr. Santacroce Matteo
15.12.1979
27.06.1980
Iasottile Michele
28.06.1980
13.06.1985
Prof. Chiara Camillo
14.06.1985
09.06.1990
De Mutiis Nicola
10.06.1990
01.05.1995
Dr. Fandelli Luigi
02.05.1995
13.06.1999
Prof. Melillo Armistizio Matteo
14.06.1999
12.06.2004
Prof. Melillo Armistizio Matteo
14.06.2004 08.06.2009 Dotoli Donato
09.06.2009 in carica Dotoli Donato

 

   
e-mail Ici